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Brevi
Descrizioni
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Motta
di Livenza in epoca veneziana
Pubblicato
nel 1988, in occasione del 600° anniversario
del secondo e definitivo passaggio di Motta a
Venezia, e subito esaurito, il libro è
introdotto da una prefazione di Alvise Zorzi e
si avvale della collaborazione della storica
Anna Bellemo che ha curato le ricerche presso
l'Archivio di Stato di Venezia. L'autore passa
in rassegna la storia di Motta dal 1291, data in
cui i Da Camino hanno offerto a Venezia il
Castello della Motta, al 1797, anno che segna la
fine della Repubblica di San Marco. Vengono
illustrati i molti rapporti politici, culturali,
economici con Venezia, l'organizzazione
politica, amministrativa ed economica della città,
i cibi e i vini dei mottensi, le chiese
cittadine, l'apparizione della Madonna del 1510
e la basilica costruita sul luogo
dell'apparizione, la peste del 1631, le fiere e
i mercati e molti altri temi che hanno
caratterizzato la vita cittadina in epoca
veneziana. Concludono il volume tre documenti
storici relativi al passaggio di Motta a Venezia
nel 1291.
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I
vini di Motta di Livenza
L'agile
volumetto racconta, in italiano, inglese e
tedesco, la storia vitienologica dell'area
mottense, dalla presenza dei Veneti primi, ai
Romani e fino ai nostri giorni. Presenta
quindi i vitigni coltivati e i vini prodotti,
con ricchezza di informazioni storiche ed
enologiche. Un interessante capitoletto è
dedicato alla cucina mottense ed un altro alle
principali aziende produttrici di Motta di
Livenza.
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La
Grande Cucina della Marca Trevigiana
L'ultima
opera del gastronomo Giampiero Rorato è un
raffinato e gustoso ritratto della storia
culinaria della Marca Trevigiana, così come
si è venuta costituendo dalla fine
dell'Impero Romano d'Occidente ai giorni
nostri. E' un affresco di sapori e aromi
gastronomici che hanno accompagnato ( e a
volte persino influenzato) la storia dei
Trevigiani, dando loro la possibilità di
creare un'originale, pregiata, autentica
cucina di Marca. Una cucina divenuta il
simbolo del piacere della buona tavola, che
qui viene proposta attraverso le sue migliori
ricette tradizionali rivisitate per i palati
di oggi.
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La
cucina ai tempi di Carlo Goldoni
L’opera
di Giampiero Rorato, che rappresenta una
riedizione riveduta e arricchita di un suo
lavoro del 1993, rappresenta il primo serio
studio dedicato agli interessi alimentari e
gastronomici di Carlo Goldoni, di cui racconta
la vita e il suo rapporto con il cibo.
L’autore, avvalendosi di documenti
d’epoca, dopo un veloce excursus sulla
storia della cucina della Serenissima, spazia
sulla tavola settecentesca veneziana e veneta,
sia patrizia che borghese e popolare,
raccontando le feste popolari veneziane, i
banchetti dei patrizi e il primo giungere a
Venezia e nel Veneto delle mode gastronomiche
francesi. Di grande interesse è la precisa
ricostruzione dei piatti settecenteschi
veneziani, citati dal commediografo, di cui
sono riprodotti i passi delle commedie dove si
parla di cucina e di gastronomia. La seconda
parte dell’opera presenta, sempre curata
dall’autore, un ampio ricettario della
cucina veneziana d’oggi, che spesso continua
sulla linea tradizionale, ben illustrata nelle
commedie goldoniane. Quasi tutti i piatti sono
accompagnati da stupende immagini fotografiche
di Cristiano Bulegato su preparazioni
realizzate dallo chef Raffaele Ros. Il volume
è impreziosito da uno straordinario apparato
iconografico che mostra come gli artisti del
Settecento veneziano abbiamo interpretato la
vita della loro città e soprattutto la
gastronomia e già l’aver riunito in un solo
volume tante opere di grandissimo rilievo
artistico rende unico e prezioso questo
volume, ottimamente realizzato dall’editrice
Terra Ferma.
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Il
Prosecco di Conegliano
Rorato
ha incontrato, nelle colline trevigiane, il
Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene, il vino
bianco più famoso nel mondo e in questo
volume, arricchito da uno straordinario e
accuratissimo apparato iconografico (che
riguarda vigne, vini, cantine, attrezzature
vinarie, paesi, paesaggi, opere d’arte,
ecc.), descrive il territorio dove è prodotto
e racconta, spingendosi fino alle antiche
origini preromane, la storia di questo nobile
vitigno e di questo vino. Del Prosecco Rorato
descrive la coltivazione, come si produce
tecnicamente il vino e le sue varie tipologie
(tranquillo, frizzante, spumante),
soffermandosi anche sul Prosecco Superiore di
Cartizze. Non manca un capitolo sugli altri
vini prodotti nella stessa zona, dal Verdiso
al Manzoni bianco, al Wildbacher e ancora il
Marzemino di Refrontolo, il Torchiato di
Fregona e il Colli di Conegliano bianco e
rosso. Ampio spazio è riservato dall’Autore
ad una analitica presentazione dei 16 comuni
dove si produce il Prosecco Doc, senza
dimenticarne la storia e le bellezze
artistiche. Anche i prodotti della cucina e i
piatti della tradizione trovano ampia
trattazione da parte dell’Autore, così come
le istituzioni enologiche, le scuole, le feste
e le altre manifestazioni folcloristiche
incentrate sul vino. Conclude il volume una
presentazione di tutti i produttori del
Prosecco Doc di Conegliano-Valdobbiadene.
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Cucina
"da mar"
Questo
volume, realizzato in collaborazione con la
Regione del Veneto, contiene un ampio saggio
di Giampiero Rorato dal titolo: La cucina di
pesce tra Venezia e la terraferma. In questo
studio Rorato ripercorre la storia della
cucina marinara veneziana, avvalendosi delle
ricette proposte dai tanti gastronomi e cuochi
che, nel corso del tempo, hanno reso celebre
la cucina della Serenissima. Si sofferma poi
ad analizzare i rapporti fra Venezia, le coste
dalmate, la Grecia, Bisanzio e l’Oriente e
gli apporti che sono giunti a Venezia grazie
alle flotte che percorrevano tutte le rotte
allora conosciute. Rorato esamina poi il
passaggio della cucina marinara veneziana
dalla città alle ville sparse sul territorio
veneto, friulano e lombardo e da queste alle
case della borghesia e del popolo, diventando
via via patrimonio comune degli abitanti della
terraferma. Un’ultima attenzione è rivolta
dall’autore
alle fortune che la cucina marinara veneziana
ha conosciuto nel corso del tempo non solo in
Italia ma anche in Europa, grazie a
un’ottima materia prima, alle sue stupende
caratteristiche gastronomiche e alla bravura
di tanti cuochi che continuano ad ispirarsi
alla cultura della tavola e alla grande civiltà
gastronomica di Venezia. Il volume,
ottimamente illustrato e ricco di ricette
tradizionali e innovative, contiene inoltre
saggi dello chef Raffaele Girotto,
dell’enologo Fausto Maculan e del
ricercatore Francesco Soletti.
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Civiltà della vite e del vini nel Trevigiano
e nel Veneziano
Giampiero Rorato, Civiltà della vite e del
vini nel Trevigiano e nel Veneziano, pagg.
216, Morganti Editore, 1990; IIª edizione
1995. Volume di grande formato, con una
ricca e puntuale storia della vite e del
vino nelle due province venete, dall’origine
ai nostri giorni. Ampio spazio è dedicato
dall’autore ai vini storici del territorio:
Raboso, Marzemino, Torchiato di Fregona,
Tocai, ecc. Altri capitoli sono dedicati ai
Consorzi DOC, alle Cantine Sociali, alle
Confraternite enoiche e alle Strade dei Vini
presenti nelle due province. Segue una
presentazione di tutti i vini prodotti nel
territorio, con una descrizione dei vitigni
più recenti e delle attuali tecniche di
vinificazione, conservazione, maturazione e
affinamento dei vini. Chiude il volume un
capitolo sui derivati dal vino: distillati,
aceto e olio d’uva. Il volume ha incontrato
ampio interesse sia presso gli amatori ma
soprattutto presso gli enologi e gli
studiosi del vino, per la ricchezza e
completezza di informazioni, molte delle
quali frutto di una certosina ricerca negli
archivi regionali. Il volume è arricchito da
un bell’apparato iconografico che comprende
anche matte medioevali e rinascimentali del
territorio trevigiano e veneziano.
(Esaurito)
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Dolci e pani del Veneto
Giampiero Rorato, Dolci e pani del Veneto,
pagg. 112, Terra ferma Edizioni con regione
del Veneto, 2002. Questo volume presenta per
la prima volta l’ampio patrimonio di pani e
di dolci del Veneto, con un ricca e
documentato excursus storico relativo alle
principali tipologie di pane e ai dolci più
interessanti prodotti a Venezia e nella
terraferma veneta. Con la raffinata
impaginazione grafica che contraddistingue
l’Editore e con una stupenda ricchezza
iconografica, il volume ha riscosso
immediato ampio successo tanto da andare
esaurito in pochi mesi. Per tale ragione
l’Editore ha deciso di affidare a Rorato la
realizzazione del testo di un nuovo volume
che contenesse, al posto del pane, i dolci
del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia
Giulia, volume che è uscito nel tardo
autunno del 2005.
(Esaurito)
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I
Dolci delle Venezie
Giampiero Rorato, Dolci delle Venezie, pagg.
112, Terra Ferma Edizioni, 2005. Rinnovando
ed ampliando, anche per quanto riguarda il
Veneto (trattato nell’apposito volume del
2002), la presentazione dei dolci, in questa
nuova opera Rorato ha esteso lo sguardo,
oltre che al Veneto, alle tradizioni
dolciarie del Trentino Alto Adige e del
Friuli Venezia Giulia. Queste due regioni,
per i rapporti avuti con l’impero
austro-ungarico e, per quanto riguarda
Trieste, anche con l’Europa dell’Est, con la
Grecia e il Vicino Oriente, possiedono un
patrimonio dolciario di inestimabile valore
culturale, raccontato dall’autore con
ricchezza di informazioni storiche. Ogni
capitolo (I biscotti della nonna; Sapori di
Carnevale; Dolci, torte e crostate; Dolci al
cucchiaio; Lo scrigno del gusto) è aperto da
una introduzione che illustra storia,
cultura e tradizione dei principali dolci
presentati, di ciascuno dei quali è data la
ricetta, sicché è possibile fare a casa i
dolci tipici della tradizione triveneta. Per
rendere più facile la realizzazione,
l’autore presenta alla fine le più
importanti ricette di base (crema inglese,
crema pasticcera, pasta frolla, pan di
Spagna, ecc.), nonché un’ampia bibliografia
per quanti volessero approfondire
l’argomento.
(Nelle librerie)
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La Grande Cucina Veneziana
Giampiero Rorato, “La Grande Cucina
Veneziana”, Dario De Bastiani Editore, 2003.
Grande, serenissima, ma – soprattutto –
ineguagliabile: per storia, tradizione,
evoluzione, ingredienti e procedimenti. La
cucina veneziana, secondo la vivace e
documentata ricostruzione di Giampiero
Rorato, si presenta come una delle
esperienze più significative del panorama
culinario dell’Occidente. Attingendo dagli
archivi e dalle dispense, dalla memoria
popolare e da quella letteraria, dai
ricettari e dai commentari, l’autore
ripropone l’affascinante (e spesso
sorprendente) storia della cucina veneziana
dall’Alto Medioevo ai giorni nostri. Scritto
con la passione del gastronomo e il rigoroso
piglio dello storico, il volume riunisce
avvenimenti storici e gastronomici, notizie
e ricette, specialità e usanze tipiche di
una civiltà che resta unica. Anche tra i
fornelli.
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Il baccalà dei Veneziani
Giampiero Rorato, Il baccalà dei Veneziani,
pagg. 88, Dogale Confraternita del Baccalà
Mantecato, Venezia, 2001. Questo volumetto,
curatissimo nella forma grafica e nelle
illustrazioni di Paola Secco, tanto da
essere ricercato dai bibliofili, racconta
l’avventura dello stoccafisso, dal viaggio e
dal naufragio di Pietro Querini del 1431
all’arrivo di questo “pesce bastone” in
terra veneta, subito dopo il Concilio di
Trento concluso il 3 dicembre 1563. Rorato
racconta quanto è avvenuto dopo, come lo
stoccafisso sia diventato nel Veneto
“baccalà” e si sofferma sulle ricette
storiche diffuse nelle regioni bagnate
dall’alto Adriatico, dal Po alla Dalmazia.
Il ricettario storico, attentamente
ricercato e ricostruito dall’autore,
rappresenta un patrimonio gastronomico di
indubbio valore culturale, mostrando anche
l’influenza esercitata da Venezia sui propri
domini, nei quali si ritrovano ancor oggi
interessanti piatti di stoccafisso come
erano a Venezia nel Sei e nel Settecento.
Questo prezioso volumetto è il primo lavoro
editoriale dedicato da Rorato allo
stoccafisso, divenuto negli anni successivi
uno dei suoi più importanti argomenti di
studio.
(Reperibile presso i Ristoranti del
privilegio, in provincia di Venezia)
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La Pedemontana Trevigiana
Giampiero
Rorato, La Pedemontana Trevigiana, pagg.
238, Dario De Bastiani Editore, 2004. Questo
volumetto, arricchito da un ampio apparato
fotografico, presenta tutti i luoghi e le
comunità della pedemontana trevigiana,
raccontandone brevemente la storia, la
situazione attuale, le bellezze paesistiche
ed artistiche, i prodotti, le tradizioni, le
feste. Ampio spazio è riservato alle
produzioni enologiche (Prosecco, Verdiso,
Refrontolo passito, Torchiato di Fregona,
Colli di Conegliano bianco e rosso) e alle
tradizioni gastronomiche, delle quali
racconta numerose ricette tipiche. Il
volumetto, oltre che una preziosa guida per
chi desideri conoscere questa parte molto
bella della Marca Trevigiana, ha un
riconosciuto valore culturale, aiutando a
conoscere la storia e le storie di antiche
comunità ed a capire le tipicità e unicità
di tradizioni, di prodotti, di piatti
altrove inesistenti.
(Reperibile dall’editore: grafiche@debastiani.it)
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Pizza italiana
Giampiero Rorato, Enrico Famà, Pizza italiana,
pagg. 104, P&P Edizioni, 1992 e 1999. La
storia completa della pizza, nella sua
evoluzione fino ai nostri giorni, raccontata
con ricchezza di aneddoti da Giampiero
Rorato e illustrata con disegni originali da
Paolo Fiorindo. La seconda parte del volume,
scritta da Enrico Famà, Presidente di Pizza
News e direttore didattico della Scuola
Italiana Pizzaioli, contiene le indicazioni
tecniche per la realizzazione dei vari tipi
di pizze, con illustrazione ogni singolo
ingrediente (farina, acqua, sale, lievito,
ecc.) per preparare la pasta, nonché
presentazione dei prodotti necessarie per
avere delle ottime farce. Ci sono inoltre le
immagini a piena pagina di numerose pizze,
dei loro nomi tradizionali e degli
ingredienti necessari per realizzarle. È la
prima e più completa opera che illustra la
storia, la cultura e la tecnica della pizza
italiana, un volume adottato nelle scuole di
settore e prezioso vademecum di moltissimi
pizzaioli attivi in Italia e all’estero.
(Reperibile presso Pizza New, tel.
0421.83148 o redazione@pizzaepastaitaliana.it)
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Libro per Cuoco, Primo ricettario italiano
del XIV secolo
Giampiero Rorato, Libro per Cuoco, Primo
ricettario italiano del XIV secolo, pagg.
160, Nextitalia editore, 1999. Il primo
ricettario italiano, contenente 135 ricette,
scritto in veneziano antico e conosciuto
anche come “il Frati” dal nome del suo
scopritore ottocentesco, è qui riproposto
integralmente nella lingua originale con, a
fronte, traduzione in lingua italiana
corrente. Il ricettario vero e proprio è
preceduto da un’ampia introduzione che
esamina l’antico trattato, le
caratteristiche delle ricette, gli
ingredienti usati, le tecniche e gli
strumenti di cottura, nonché la lingua che,
anche nella grafia, collega il prezioso
trattato gastronomico al veneziano
trecentesco. Dopo le ricette, Rorato
analizza uno per uno i 154 ingredienti
impiegati dall’autore, per cui questo volume
rappresenta uno strumento fondamentale per
la conoscenza delle origini della cucina
italiana moderna che ha nella cucina
veneziana medioevale il suo più importante
laboratorio. Come infatti riconoscono gli
storici della gastronomia, la cucina
occidentale – italiana e francese innanzi
tutto – altro non è che lo sviluppo
dell’antica cucina veneziana, della quale il
presente trattato è il documento più
importante.
(Reperibile
presso Sapori d’Italia: direzione@saporiesaperisrl.191.it)
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Stoccafisso e baccalà nel piatto
Giampiero
Rorato e altri, Stoccafisso e baccalà nel
piatto, pagg. 112, Terra Ferma Editore con
Regione del Veneto, 2001. In questo volume
di grande formato, ricco di illustrazioni e
con un interessante compendio di ricette
tradizionali ma soprattutto creative
realizzate da cuochi veneti, Rorato presenta
un saggio storico intitolato “Baccalà,
gloria della cucina veneta”, nel quale,
oltre a una introduzione in cui ricorda
l’incontro fra lo stoccafisso e il Veneto,
racconta i metodi di pesca del merluzzo
nella tradizione dei pescatori delle isole
Lofoten, oltre il Circolo Polare Artico,
presentando poi la tecnica di essiccazione
di questo pesce e la sua trasformazione in
“pesce bastone”, stoccafisso, appunto. Di
particolare interesse anche le tabelle
dietetiche relative allo stoccafisso e la
classificazione merceologica come è
praticata nelle Lofoten. Oltre all’ampio
saggio di Giampiero Rorato, ci sono in
questo volume i dotti contributi del
sociologo Ulderico Bernardi e dello
scrittore e Gran Maestro della Venerabile
Confraternita del Baccalà alla Vicentina
Virgilio Scapin.
(Nelle librerie)
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Storia regionale della vite e del vino
Giampiero Rorato, Lamberto Paronetto, Antonio
Calò,Veneto, Storia regionale della vite e
del vino, pagg. 532, Accademia Italiana
della Vite e del Vino e Unione Italiana Vini
Editrice, Milano, 1996. Opera definita
esemplare dal Presidente dell’Accademia
Italiana della Vite e del Vino, tanto da
meritare nel 1998 il Primo Premio
Internazionale dell’Office International de
la Vigne e du Vin, per la Storia e la
Letteratura vitienologica. L’opera racconta
in modo documentato la storia vitienologica
delle singole province venete, dalle origini
ai nostri giorni. Rorato ha affrontato la
storia relativa al Trevigiano e al
Veneziano, riportando numerosi documenti
storici, in particolare per quanto riguarda
il commercio del vino a Venezia, i rapporti
della Serenissima con l’Impero d’Oriente e
con i Paesi da cui importava vino. Di grande
interesse la severa legislazione veneta sul
vino, sulle sofisticazioni, sui commerci,
sulle tasse, ecc., che ha interessato la
regione fino a tutto il ‘700, nonché
l’evoluzione delle colture viticole, i nomi
dei vitigni coltivati, l’azione delle
Accademie settecentesche e delle istituzioni
sorte a Conegliano dopo l’unità d’Italia.
Quest’opera è considerata dagli studiosi la
più completa e documentata del settore.
(Reperibile presso l’Editore)
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Baccalà e
Stoccafisso
all'italiana
Giampiero
Rorato, Baccalà e Stoccafisso all’italiana,
Dario De Bastiani Editore, Vittorio Veneto,
2006, pagg. 248, Euro 19,00.
Preceduto da una documentata introduzione
storica, il volume presenta nella lingua
originale le relazioni del viaggio e
naufragio di Pietro Querini, scritte dallo
stesso e, una seconda, da Cristoforo
Fioravante suo nostromo. Segue un ampio
capitolo sullo stoccafisso nel quale
l’Autore racconta la storia del merluzzo, la
sua pesca, la sua essiccazione, come viene
classificato nelle Lofoten, i mercati dello
stoccafisso e come si diffonde nel mondo. Il
volume tratta esclusivamente di stoccafisso
e se nel titolo c’è anche il nome “baccalà”
è perché nei territori che appartennero alla
Repubblica di Venezia lo stoccafisso è
chiamato baccalà e Rorato ne illustra i
motivi. Un altro capitolo importante
riguarda la storia gastronomica dello
stoccafisso in Italia, il suo arrivo a
Venezia e a Genova e la sua diffusione in
tutta la Penisola. Seguono, infine, oltre
settanta ricette storiche di stoccafisso
della tradizione italiana e, per storiche,
Rorato intende quelle tradizionali italiane,
presenti prima del 1950, realizzate per
l’occasione dallo chef Raffaelle Ros e quasi
tutte fotografate da Paolo De Bastiani.
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La Grande Cucina Bellunese
Giampiero
Rorato, La Grande Cucina Bellunese, Dario De
Bastiani Editore, Vittorio Veneto, 2006,
pagg. 240, Euro 19,00
Questo volume, il primo che racconta la
cucina del bellunese nella sua globalità, si
compone di diversi capitoli nei quali
l’Autore presenta i personaggi bellunesi più
importanti che si sono interessati di
prodotti agroalimentari, di alimentazione e
gastronomia; quindi un ricco repertorio di
ricette tradizionali; le ricette dei sette
maggiori chef attivi nella ristorazione
della provincia; infine, con la
collaborazione di Stefano Sanson, i prodotti
tipici del territorio. I personaggi
presentati sono Pierio Valeriano, che ha
introdotto nel bellunese i fagioli; Gio.
Battista Barpo autore di due interessati
trattati: Le Delizie, et i Frutti
dell’Agricoltura e della Villa e
Descrittione di Cividal di Belluno e suo
territorio; e Rachele Padovan, la grande
musa della cucina ampezzana. Accanto alle
ricette della tradizione, Rorato ha voluto
presentare quelle dei grandi chef attuali o,
comunque, dei più rappresentativi: la
famiglia Viel del Ristorante Al Borgo di
Belluno; la famiglia Gregori del Ristorante
Al Capriolo di Vodo di Cadore; Oscar Tibolla
de “Le Codole” di Canale d’Agordo; Riccardo
De Pra del “Dolada” di Pieve d’Alpago;
Fabrizia Meroi e Roberto Brovedani del
“Laite” di Sappada; la famiglia Dal Farra
della “Locanda San Lorenzo” di Puos d’Alpago
e Graziano Prest del “Tivoli” di Cortina
d’Ampezzo. I prodotti presentati sono: i
fagioli di Lamon, le fave bellunesi, gli
erbaggi e i cavoli di Vinigo di Cadore,
l’orzo decorticato, la polenta gialla
bellunese, la patata, i formaggi bellunesi,
“pastin e figadet”; l’agnello alpagoto e la
pecora di Lamon. Il volume è arricchito da
un significativo apparato iconografico, con
le immagini dei piatti dei grandi chef
fotografate da Paolo De Bastiani.
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